Marco Aurelio – Proteggere la nostra pace interiore
Sartre diceva che “l’inferno sono gli altri”1, e non possiamo certo dargli torto. Siamo degli esseri imperfetti, soggetti ai capricci della fortuna e purtroppo anche alle decisioni degli altri.
Ma oggi voglio fare una riflessione diversa, voglio concentrarmi su ciò che posso fare io per non farmi rovinare la giornata dai comportamenti di chi mi sta intorno, e voglio che sia di esempio anche per gli altri.
La situazione è questa: ti arrabbi facilmente quando hai a che fare con familiari, amici, colleghi di lavoro o sconosciuti che incontri per strada, e sai bene che la tua pace interiore dipende troppo da ciò che fanno e dicono gli altri. Una frase sbagliata o un atteggiamento troppo “esuberante” possono rovinarti la giornata.
Quello che voglio è evitare di farmi turbare dal comportamento degli altri, non fare dipendere troppo da fattori esterni la mia pace interiore.
E allora penso che gli stoici non avessero torto a suggerire di accettare le cose come sono. In questi casi ha perfettamente senso. Scelgo di non reagire perché tanto peggiorerebbe solo la situazione, perché è una cosa fuori dal mio controllo diretto. Ma cosa ancora più importante è l’atteggiamento mentale da assumere in questi casi. Devo guardare alla persona dal punto di vista razionale, capire che, in fondo si comporta come se fosse una specie di automa, che è “obbligato ad agire così” (perché agisce con convinzioni assolute e deterministiche).
Gli altri non sono estensioni di noi stessi. Non sono proiezioni dei nostri ideali. Sono esseri umani, imperfetti, condizionati, spesso inconsapevoli, guidati da paure, abitudini, traumi, convinzioni radicate, esattamente come lo siamo noi.
Marco Aurelio, nel libro VIII dei suoi Pensieri2, lo dice in vari punti:
[4] Tu puoi anche scoppiare, ma loro continueranno a far sempre le stesse cose.
[14 ] In chiunque t’imbatti, di’ subito a te stesso: << Che opinione ha costui del bene e del male? >>. Perché se ha una certa opinione del piacere e del dolore e delle cause di entrambi, dell’onore e del disonore, della morte e della vita, non mi parrà sorprendente né strano che agisca in un certo modo e terrò, anzi, sempre presente che è obbligato ad agire così.
[17] Se dipende da te, perchè lo fai? Se da un altro, chi pensi di rimproverare? Gli atomi o gli déi? Tanto
gli uni, quanto gli altri, è pura follia. Nessuno va rimproverato. Se puoi, correggi l’uomo; se non puoi,
correggi la cosa, e se non puoi fare neppure questo, a che servono i rimproveri? Niente va fatto senza motivo.[26] È letizia per l’uomo compiere ciò che dell’uomo è proprio. E proprio dell’uomo è essere cortese verso i suoi simili, disprezzare i moti dei sensi, distinguere le rappresentazioni verosimili, meditare sulla natura universale e su ciò che avviene secondo le sue regole.
[27] Tre relazioni: una con ciò che ti circonda, l’altra con la causa divina da cui tutto deriva per tutti, la terza con chi vive con te.
[36] Non preoccuparti all’idea di ciò che sarà l’intera tua vita. Non darti pensiero per quali e quante prove hai sostenuto e ti toccherà ancora sostenere, ma per ognuna che ti si presenterà chiedi a te stesso: che cosa c’è di tanto intollerabile e insopportabile in questo?
E ti vergognerai a confessarlo. Ricordati poi bene che ad opprimerti non sono né il futuro né il passato, ma sempre il presente. E questo si riduce a ben poca cosa, se soltanto lo isoli e rimproveri il tuo intelletto ogni volta che pensa di non poterlo affrontare, pur ridotto entro limiti così ristretti.[56] Alla mia volontà, la volontà del prossimo è indifferente quanto il suo respiro e la sua carne. Pur essendo infatti nati soprattutto gli uni per gli altri, tuttavia ogni nostro singolo principio direttivo ha il suo dominio esclusivo; altrimenti la malvagità del prossimo sarebbe un male anche mio, cosa che Dio non ha voluto per non far dipendere da un altro la mia infelicità.
[59] Gli uomini sono al mondo gli uni per gli altri. Perciò istruiscili, o sopportali.
Impariamo quindi a mantenere la calma e a non farci trascinare dalle emozioni negative e dalle false interpretazioni dei comportamenti degli altri. Agiscono così perché è nel loro essere, non possono fare diversamente.
In conclusione, come dice lo stesso Marco Aurelio: “istruiscili dunque, altrimenti sopportali“.
Note:
- Jean Paul Sartre – A porte chiuse (Wikipedia) ↩︎
- Marco Aurelio – Pensieri, Libro VIII ↩︎
